A Londra arriva Patrizia Sandretto Rebaudengo per presentare la Fondazione

In conversazione con Francesco Manacorda, curatore della Tate di Liverpoll, è arrivata all’Istituto Italiano di Cultura a Londra Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente dell’omonima Fondazione, ospite di Caterina Cardona, direttrice del prestigioso ente di Belgrave Square

/PP12/02/14 – Un collezionista insolito: così si può definire Patrizia Sandretto, anima, col marito Agostino Re Rebaudengo della Fondazione che porta entrambi i loro cognomi. E mi piace definirla al maschile: “un”. Perché nonostante la sua femminilità e la sua dolcezza, Patrizia, dal punto di vista professionale è decisamente androgina. E ascoltarla all’Istituto Italiano di Cultura a Londra fa sorridere: di gioia. Perché proprio nella capitale britannica è iniziata la carriera di Patrizia, poco più che vent’anni fa. Rampolla di una famiglia torinese borghese, proprietaria, tra l’altro della Radiomarelli, celebre fabbrica di televisori, proprio nello stabilimento di Sant’Antonino di Susa realizza le sue prime esposizioni. E proprio tra il paesino piemontese, a pochi chilometri dal Sestriere dove i Sandretto passano l’inverno sciando, e Londra, prende forma l’idea della Fondazione, che si concretizzerà nel 1995 dopo il matrimonio con l’aristocratico Agostino Re Rebaudengo che aprirà alla borghese Patrizia le porte dei salotti buoni di mezza Europa e degli USA. Da allora è tutto un successo, dalla ristrutturazione del settecentesco Palazzo di Guarene, a pochi chilometri da Alba, dove trovano collocazione molte opere, alla costruzione della sede espositiva di Torino, inaugurata nel 2002 opera dell’architetto Claudio Silvestrin. Ed in pochi anni il valore della collezione di Patrizia Sandretto cresce in modo cospicuo fino a diventare una delle prime in Italia ed in Europa. Collezione privatissima, la sua, come tiene a sottolineare il figlio Eugenio durante la conversazione al 39 di Belgrave Square: data in comodato d’uso alla Fondazione. Con lei, come relatore, davanti ad una cinquantina di persone equamente divise tra londinesi di nascita e italiani residenti a Londra, c’è Francesco Manacorda, napoletano, un passato a Torino a dirigere Artissima e dal 2011 curatore della Tate di Liverpool: insomma un giovanotto che ha saputo fare una grande carriera tra un tea con Bonito Oliva e una colazione con Allegra Caracciolo, la vedova di Umberto Agnelli. I due raccontano, al pubblico che si fa affascinare, un ventennio di arte, di acquisizioni e di esposizioni. E dopo novanta minuti di successi, come in ogni riunione conviviale che si rispetti, l’ospite, ovvero la Direttrice dell’Istituto Caterina Cardona, che ha sostituito egregiamente dallo scorso anno Carlo Presenti, suona la campana: e tutti al piano di sopra per un brindisi. Anche questa è Londra, anche questa è promozione: della cultura.BRAssia Von und Zu

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