Come aprire un’attività commerciale online, in Italia e all’estero

Ho deciso: mi metto in proprio!”. Quante volte avete detto o anche solo pensato questa frase? Beh, immagino che almeno una volta nella vita l’abbiate fatto. La voglia di aprire un’attività commerciale e di essere “il datore di lavoro di voi stessi” è un’ambizione piuttosto comune, anche se non è detto che possa effettivamente diventare realtà, poiché occorrono una serie di requisiti fondamentali, fortuna e determinazione… cose non da poco, insomma!

In questa guida parleremo di come aprire un’attività commerciale online, ma anche di come iniziare un’attività in Italia e addirittura all’estero. Poche regole di base che vi aiuteranno a mettere i primi mattoncini della vostra azienda, anche se non avete molti soldi in tasca.

Business plan, cos’è e a cosa serve

Prima ancora di attivarsi concretamente fra affitto dei locali e spese varie, per aprire una qualunque attività occorre redigere un business plan. Si tratta di un documento di programmazione importantissimo, che va stilato dall’imprenditore (da voi stessi!) oppure da un professionista del settore. È fondamentale che venga descritto nella maniera più puntuale possibile, perché sarà il vostro “bigliettino da visita” da presentare agli intermediari finanziari per ottenere eventuali finanziamenti.

Per saperne di più sul business plan, vi consigliamo di leggere la nostra guida tecnica “Come fare un business plan semplificato in 10 mosse”, molto utile nel caso abbiate dimestichezza in materia e vogliate redigere da soli il documento.

Come aprire un’attività commerciale online senza soldi

Cominciamo dalle imprese online, per le quali la burocrazia è decisamente più snella e dove anche i costi iniziali sono ridotti al minimo (ma dipende dal tipo di attività che volete intraprendere).

Prima di tutto, occorre capire in cosa vogliamo investire. Internet permette di lanciarsi in qualunque tipo di business (o quasi), ma spesso capita che la concorrenza sia tanta e spietata, esattamente come accade per le aziende fisiche. Per tale motivo, occorre fare un’accurata analisi di mercato e capire in quale nicchia possiamo entrare, valutare bene i rischi, i costi e la concorrenza. Dunque, ritorniamo all’utililtà della redazione di un business plan.

Considerate che se avete dimestichezza con l’inglese, adottare questa lingua potrebbe essere la decisione migliore per far si che il vostro business abbia accesso al mercato internazionale. Ecco in breve i passi da compiere:

Per un ulteriore approfondimento su come aprire un’attività di e-commerce, consultate la nostra guida.

Come aprire un’attività in Italia

Dopo la Legge Bersani del 2006, aprire un’attività commerciale nel nostro paese è più semplice. Se da una parte la liberalizzazione ha dato a tutti la possibilità di poter entrare nel mercato, dall’altra ha creato anche una sorta di svalutazione delle competenze: offrire un servizio e/o prodotto di qualità e di alto livello, ad oggi, resta la prima regola per emergere e farsi spazio.

Ad ogni modo, dopo aver definito il proprio business e la propria posizione fiscale e contributiva, per cominciare occorre dare comunicazione al sindaco dell’inizio dell’attività a mezzo avviso scritto. Ricordate che se state per aprire un’attività come bar, ristorante o albergo, l’iscrizione al REC è ancora obbligatoria.

Come aprire un’attività all’estero

Le attrattive che può esercitare un altro paese possono essere diverse, anche se forse sono principalmente di natura fiscale, se parliamo di imprenditoria. È per tale motivo che sempre più si sente parlare di attività da avviare in Cina, in Brasile, ecc.

Fare impresa all’estero non sempre è facile, poiché occorre conoscere bene la legislatura, avere una buona padronanza della lingua e risiedere da un tot specifico di tempo (variabile a seconda del paese) nella provincia di interesse, soprattutto se si ha la necessità di richiedere fondi statali.

Se state pensando di allargare il vostro business dall’Italia all’estero, il sito ufficiale dell’Agenzia per la promozione all’estero e per l’Internazionalizzazione delle imprese italiane è un ottimo punto di partenza per approfondire il discorso, e capire se e dove vi sia la possibilità di investimento più proficua.

(fonte foto: pixabay.it)

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