Come fare ricorso al TAR

Molto spesso sentiamo parlare di TAR, ma di cosa si tratta e quando possiamo ricorrere ad esso?

T.A.R. è una sigla che identifica il Tribunale amministrativo regionale. Si tratta di un tribunale amministrativo di primo grado. Un atto amministrativo può essere impugnato in via giurisdizionale (T.A.R., Consiglio di Stato) o in via amministrativa (ricorso gerarchico e ricorso straordinario al Capo dello Stato).

Il cittadino comune può ricorrere al TAR se si sente leso per qualsiasi atto a carattere amministrativo.

Esiste un TAR in ogni regione italiana e il cittadino deve rivolgersi al tribunale di competenza della sua regione di residenza. Per gli atti di autorità amministrative di interesse ultraregionale, è competente il T.A.R. del Lazio.

Il ricorso al TAR è previsto per ottenere l’annullamento, la revoca o la modifica di un atto amministrativo ritenuto lesivo di un interesse legittimo.

Per ricorrere al TAR dovete avere ovviamente un motivo amministrativo valido, un avvocato che vi seguirà nelle procedure e essere nei limiti di tempo previsti dalla legge (solitamente 60 gg.).

Come procedere

Rivolgetevi ad un avvocato quando siete in possesso dell’ingiunzione o del provvedimento che vi è stato notificato e a cui volete fare opposizione. E’ possibile fare anche un ricorso collettivo.

Non devono assolutamente essere passati più di 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto che si deve impugnare (fate attenzione, perchè si considerano 60 giorni di seguito e non 60 giorni lavorativi). Allo scadere dei 60 giorni l’atto di ricorso deve già essere stato depositato e tutte le parti in causa devono già essere state avvisate a mezzo notifica, quindi nel caso prendetevi per tempo.

2Le parti in causa depositano presso il Tribunale gli atti di causa che ritengono fondamentali per l’indagine amministrativa e viene chiesto un provvedimento cautelare di sospensione degli atti chiamato “sospensiva”, ovvero un’ordinanza del TAR con valore temporale e non definitivo con cui vengono sospesi temporaneamente gli atti impugnati. In questo modo si “congela temporaneamente l’ordinanza fino al momento della sentenza.

A questo punto il TAR provvederà ad analizzare tutti i documenti depositati, e nel caso richiederà degli approfondimenti.
Il Tar alla fine del procedimento emana una sentenza motivata con cui accoglie, se fondato, o respinge, se infondato, il ricorso. Tale provvedimento è definitivo e non può essere impugnato successivamente.

La sentenza definitiva viene emanata solitamente 40 giorni dopo l’udienza di merito.

Fonte

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