Conto corrente condominiale

Il condominio deve avere un conto corrente dedicato? La situazione riguardante tale aspetto della gestione della compagine prima e dopo la riforma del condominio.PBRL’/obbligo di apertura e di utilizzazione di un conto corrente intestato al condominio// da parte dell’amministratore (interno o esterno) incaricato della gestione di una compagine ha rappresentato uno dei principali adempimenti introdotti nel codice civile dalla così detta /riforma del condominio//.

/PPIMG alt=”Conto corrente condominiale” /Prima dell’entrata in vigore della riforma// la situazione è la seguente.

/PPLa /Cassazione// nel suo ultimo pronunciamento in questa materia aveva affermato qualcosa che se da un lato confermava l’obbligo di apertura del conto, dall’altro metteva in dubbio la legittimità della sanzione della revoca per il caso d’inadempimento.

/PPLa /giurisprudenza//, specialmente di merito, era orientata nell’affermare che l’amministratore pur in assenza di specifiche norme che ne facciano obbligo è tenuto a far affluire i versamenti delle quote condominiali su un apposito e separato conto corrente intestato al Condominio da lui amministrato (o, nel caso, a ciascun condominio, se ne amministri più d’uno, onde evitare che possa sorgere confusione tra il patrimonio dei diversi enti di gestione da lui amministrati).  /EM

/PPIl predetto obbligo discende anche da un’esigenza di trasparenza che, essendo informata alla tutela del diritto di ciascun condomino a verificare la destinazione dei propri esborsi, prescinde dall’effettiva e concreta destinazione delle somme medesime, dalla mancanza di irregolarità di gestione dei fondi, dall’approvazione dei rendiconti da parte dell’assemblea/EM (/Trib. Salerno 3 maggio 2011//).

/PPLo stesso /Tribunale campano//, ma non è stato il solo, a conclusione di questo ragionamento è arrivato ad affermare che la mancata adozione da parte dell’amministratore di condominio di un conto corrente apposito per la gestione condominiale costituisce perciò ex se irregolarità di tale gravità da comportare la revoca del mandato/EM (/Trib. Salerno 3 maggio 2011//).

/PPPresa di posizione, in un certo qual modo, logica ma che, quanto meno ad avviso di chi scrive, /lasciava aperti una serie d’interrogativi//.

/PP/IMG alt=”Conto corrente” /PInsomma il Legislatore ha inteso affermare con chiarezza quei
/Principi di trasparenza e correttezza nella gestione// di cui parlava da tempo la giurisprudenza, forse – aggiungiamo noi – /trascurando dei fatti tutt’altro che secondari//. PSpieghiamoci meglio. La legge (art. 1129, settimo comma, c.c.) impone all’amministratore di /utilizzare sempre il conto corrente condominiale// (ossia per ogni movimento in entrata ed in uscita riguardante il condominio).

/PP/Anche per i piccoli interventi// (si pensi al pagamento dell’impresa di pulizie e simili) il mandatario dei condomini è tenuto a lasciar traccia dell’esborso. Insomma per legge si possono avere in mano soldi contanti (esempio perché un condomino ha versato la quota presso lo studio) ma non li si possono utilizzare per i pagamenti se non prima siano stati fatti transitare sul conto condominiale.

/PPIn questo senso, probabilmente, /la legge avrebbe potuto essere più flessibile// perché le esigenze di trasparenza non possono arrivare a vincolare la gestione della compagine fino a burocratizzarla oltremodo.
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