Dal 2005 negli Stati Uniti perforati oltre 80 mila pozzi per estrarre shale gas

Washington, 7 ott. (Adnkronos) – La diminuzione del prezzo del petrolio penalizza gli investimenti nelle energie rinnovabili, e secondo un saggio pubblicato da Kevin Bullis, senior editor per l’ambiente sulla rivista MIT Technology, l’incremento dei combustibili fossili far? saltare il limite di emissioni di Co2 oltre il quale appare estremamente probabile un aumento della temperatura nell’ordine dei 2 gradi centigradi. Alla diminuzione del prezzo del petrolio hanno contribuito sensibilmente anche i successi ottenuti dall’industria del fracking, la frantumazione delle rocce profonde che consente l’estrazione di gas scisto, lo shale gas. L’America ha tra i pi? grandi giacimenti al mondo di gas scisto tanto che si prevede che possa diventare un esportatore netto di combustibili sotto forma di shale gas, eliminando la sua dipendenza dalle importazioni di petrolio dai paesi arabi entro il 2015. Ma il gas estratto con il metodo fracking rappresenta un grave problema sotto il profilo dell’inquinamento. La tecnica estrattiva prevede infatti che il gas venga ottenuto immettendo nelle vene di scisti acqua mista a solventi chimici a fortissima pressione, in modo di fratturare le rocce e liberando il gas in esse contenuto. Ma il cocktail chimico usato nella frammentazione inquina il terreno, al di sotto della vena rocciosa se ci sono falde acquifere e in superficie dove con il gas affiorano anche residui chimici che rendono il suolo completamente sterile e liberano stanze volatili potenzialmente pericolose. Da quando ? iniziata questa nuova vera e propria corsa all’oro, gli Stati Uniti nello scorso hanno accumulato oltre mille miliardi di litri di rifiuti tossici, destinati a crescere, che ora devono essere smaltiti. Secondo un recente studio condotto dalla Drake University , oltre alla contaminazione da sostanze chimiche, si deve fare i conti anche con un aumento di radiazioni provocate dal radio che viene alla superficie insieme allo shale gas. Negli ultimi 8 anni negli Stati Uniti sono stati perforati pi? di 80.000 pozzi e solo nel 2005 l’industria del fracking aveva utilizzato 250 miliardi di litri di acqua dolce per il processo estrattivo.

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