Diminuisce il numero di chi soffre la fame nel mondo, ma sono ancora 842 milioni

A rilevarlo ? il rapporto annuale sullo Stato dell’insicurezza alimentare nel mondo ultimo aggiornamento: 01 ottobre, ore 15:39La fame cronica colpisce anche i Paesi sviluppati, proprio dove si spreca di pi?

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/P>Roma, 1 ott. – (Adnkronos) – Diminuisce il numero di chi soffre la fame nel mondo. A rilevarlo ? il rapporto annuale sullo Stato dell’insicurezza alimentare nel mondo (”The State of Food insecurity in the world – Sofi 2013”): rispetto alla rilevazione precedente, si registrano 26 milioni di persone affamate in meno, ma ne restano 842 milioni, ovvero una persona su 8 al mondo soffre di fame cronica e non ha abbastanza cibo per condurre una vita sana e attiva. “La fame cronica non colpisce solo i Paesi in via di sviluppo – commenta Andrea Segr?, presidente di Last Minute Market e promotore della campagna ‘Un anno contro lo spreco’ – ma la popolazione malnutrita si estende nei Paesi cosiddetti sviluppati, complice la crisi economica. La fame ? ovunque”. “Di fronte a questi numeri, e un calo complessivo di qualche milione non ? molto consolatorio – aggiunge Segr? – ? davvero uno scandalo che, come emerge sempre da un rapporto Fao presentato la scorsa settimana, oltre un terzo della produzione agroalimentare mondiale si perda e si sprechi. E’ dalla riduzione degli sprechi che il sistema agroalimentare mondiale deve ripartire. Inutile produrre di pi?, per una popolazione mondiale peraltro in crescita, se poi il cibo non ? disponibile per tutti e una parte cos? rilevante viene persa”. Per questo, la campagna ‘Un anno contro lo spreco’ ha agito sul Parlamento europeo cos? come su centinaia di sindaci italiani per avviare, con Carta Sprecoi Zero, un sistema operativo di buone pratiche sul territorio. L’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market ed Swg hanno verificato con un sondaggio che gli italiani chiedono informazione adeguata per scendere in campo nella lotta contro lo spreco alimentare: a partire dalle abitudini personali e da un circolo virtuoso che potrebbe finalmente innescarsi fra il carrello del supermercato e il frigorifero di casa. Secondo le rilevazioni di Waste Watcher, il primo Osservatorio permanente sullo spreco attivato da Last Minute Market e dall’Universit? di Bologna (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari – Dipartimento di Statistica) in collaborazione con Swg, ? lo spreco domestico ad incidere pesantemente sulla quota annuale del cibo sprecato. Secondo l’ultima elaborazione di Waste Watcher, gli italiani sarebbero pronti a scendere in campo contro lo spreco alimentare: il 78% degli intervistati si dichiara preoccupato del fenomeno e il 95% chiede da subito maggiori informazioni e indicazioni utili a ridurre lo spreco domestico. Tra i pi? desiderosi di informazioni i responsabili degli acquisti e della gestione della spesa e delle scorte di cibo. Pesanti i dati per l’Italia dove “lo spreco alimentare rappresenta addirittura l’1,19% del Pil, circa 18,5 miliardi riferiti al 2011 – aggiunge Segr? – una stima della quale ‘soltanto’ lo 0,23% si colloca nella filiera di produzione (agricoltura), trasformazione (industria alimentare), distribuzione (grande e piccola) e ristorazione (collettiva), mentre il resto ? tutto a livello domestico e rappresenta lo 0,96% del Pil”.

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