“Dov’è lo stipendio?” E la Sutor Montegranaro incrocia le braccia

I giocatori di Montegranaro specchio delle difficotà di tutto il movimento. La gestione del basket italiano diventa sempre più problematica

/PP13/02/14 – La riunione di Lega svolta a Milano durante le giornate della Final Eight non è stata solo l’occasione di eleggere Minucci alla presidenza, ma anche di fare il punto sulla situazione finanziaria delle società. In quello che da molti (a cominciare dal presidente della FIP, Petrucci) è stato definito l’anno zero del basket italiano in relazione a virtuosismo e controlli, nessuna delle società di serie A ha mostrato la necessità di tirarsi indietro in questo momento.

/PPA parole, dunque, esce un quadro del basket italiano finalmente pulito e sano. A parole, appunto. Diverse società, in verità, stanno facendo i conti con problemi finanziari di non poco conto, che ne mettono a rischio addirittura la sopravvivenza da qui alla fine del campionato. Il tutto al netto del discorso tecnico e di interventi dei quali i roster avrebbero bisogno per essere competitivi.

/PPIl caso più eclatante è quello di Montegranaro: come riportato nella giornata di ieri dalla versone on line del quotidiano La Provincia di Fermo, i giocatori gialloblu hanno incrociato le braccia, rifiutandosi di sostenere l’allenamento di mercoledì. Il tutto dopo che il giorno prima coach Recalcati era stato costretto a interrompere la seduta di lavoro prima del tempo.

/PP“Senza i soldi non ci alleniamo” è il concetto espresso a parole e a gesti dai giocatori della Sutor per giustificare il mancato allenamento. Del resto, è risaputo che la società marchigiana versa in condizioni tutt’altro che rosee dal punto di vista economico, tanto che il roster gialloblu è rimasto invariato anche dopo la partenza di Mardy Collins e dopo gli infortuni a Josh Mayo e Luca Campani.

/PP“Siamo pronti a operare sul mercato non appena la proprietà avrà dato il via” sono le parole che Sandro Santoro, direttore generale della Sutor, aveva pronunciato solo due giorni fa. Un intento che avrebbe dovuto seguire il pagamento degli stipendi arretrati, per sanare una situazione che evidentemente si è fatta troppo pesante per essere sostenuta esclusivamente dalle spalle degli atleti.

/PPIn attesa di vedere come evolverà la situazione a Montegranaro, dunque, non si può non prendere atto che al di là delle tante parole (di circostanza?) il basket di vertice italiano ha più di un problema di natura economica, ma anche di immagine. Continuare a dire che la pallacanestro italiana è il secondo sport di squadra dopo il calcio rischia di far perdere di vista la realtà delle cose, ovvero le dimensioni alle quali questo sport si è ridotto. Senza arrivare a eventi più o meno traumatici, ai quali ahimé ci siamo anche abituati, il caso della Sutor è lì a ricordarcelo.

/PPSarebbe bene che qualcuno dall’alto della propria poltrona ogni tanto guardasse verso il basso. Sarebbe bene scrivere regole condivise che poi vadano rispettate, delineare parametri di garanzia per tutti e trovare soluzioni che non permettano che accadano certe cose. Il basket italiano in queste condizioni non ce la fa? Se ne prenda atto e si faccia un passo indietro. Si esca dalle sabbie mobili, perché lì rimanere immobili equivale a essere necessariamente inghiottiti.

/PPBLink: Sutor Montegranaro/B
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