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ultimo aggiornamento: 04 ottobre, ore 18:48Roma, (Adnkronos/Ign) – La votazione a maggioranza per proporre all’assemblea di Palazzo Madama la decadenza da senatore, dopo la condanna definitiva per frode fiscale. Berlusconi: “Sentenza politica”. I suoi legali: “Il precedente mina la democrazia e lo stato di diritto”. Bufera per le parole pubblicate da Crimi su Facebook, Grasso: “Inqualificabile e offensivo, il Senato valuter?”. Crimi: “La vicenda di Fb prova che la parabola di Berlusconi ? finita”. Il presidente dei senatori del Pdl: “Chiederemo un’istruttoria”

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/P>Roma, 4 ott. (Adnkronos/Ign) – La Giunta delle elezioni a maggioranza ha votato a favore della decisione di proporre all’assemblea del Senato la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. La decisione assunta in Camera di Consiglio, dopo la condanna a quattro anni in Cassazione per i diritti Mediaset, ? stata letta dal presidente Dario Stefano. Una decisione che, dichiarano in una nota congiunta i legali di Silvio Berlusconi, Franco Coppi, Piero Longo e Niccol? Ghedini, rappresenta un ”gravissimo precedente che mina profondamente la storia democratica del paese e lo stato di diritto”. “La decisione di una Giunta la cui maggioranza dei componenti gi? aveva votato con chiare e molteplici dichiarazioni alla stampa, era del tutto prevedibile. Addirittura – sottolineano i legali – si ? assistito a insulti in diretta nei confronti del presidente Berlusconi da parte di uno dei componenti della Giunta che avrebbe dovuto non solo essere, ma anche apparire imparziale. Tanta era la fretta che non si ? voluto n? investire la Giunta per il regolamento n? inviare gli atti alla Corte Costituzionale n? alla Corte di Lussemburgo n? attendere la decisione del ricorso a Strasburgo”. ”Vi era evidentemente il timore che altri organismi potessero emanare statuizioni che modificassero la decisione gi? assunta”. Per il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani “il copione era stato gi? scritto e se ne conosceva la trama, ma si ? andati oltre ogni limite di tollerabilit?”. La seduta, che si ? aperta nella sala Koch di Palazzo Madama con un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell'”immane tragedia” di Lampedusa, ? subito iniziata con delle schermaglie quando il presidente Dario Stefano ha respinto una pregiudiziale avanzata da parte di una componente della Giunta, Elisabetta Alberti Casellati (Pdl), non essendo consentite in questa fase. “Non le lascio la parola” ha tagliato corto Stefano, citando i poteri che gli derivano dal Regolamento dell’organismo. Stefano ha quindi svolto un excursus tecnico e riepilogativo delle diverse fasi della vicenda. Rilevando l’assenza degli avvocati di Silvio Berlusconi, ha quindi dato la parola all’avvocato Salvatore Di Pardo, che rappresenta il subentrante in Molise al posto di Berlusconi, Achille Di Giacomo, dopo l’eventuale decadenza dal Senato. Dal canto loro i legali di Berlusconi, Franco Coppi, Piero Longo e Niccol? Ghedini,hanno motivato la loro assenza facendo appello al diritto a un ‘giudizio imparziale’: Intanto ? bufera per un commento anti-Cavaliere postato sulla pagina Facebook di Vito Crimi che prende spunto da alcuni manifesti apparsi a Roma. Nel manifesto firmato ‘Cuore azzurro’, anche questo postato sulla pagina del senatore grillino, c’? la scritta: “Odiato dai poteri forti, amato dalla gente. Silvio non mollare”. E sulla bacheca di Crimi appare il commento, con la citazione della fonte, in cui si legge: “Ma vista l’et?, il progressivo prolasso delle pareti intestinali e l’ormai molto probabile ipertrofia prostatica, il cartello di cui sopra con ‘Non mollare’ non ? che intende ‘Non mollare peti e controlla l’incontinenza’”. “In merito alle richieste da pi? parti avanzate di sospensione dei lavori della Giunta – dichiara il portavoce del presidente del Senato Alessio Pasquini -, si precisa che il ruolo del presidente del Senato, ai sensi del Regolamento per la verifica dei poteri della Giunta, ? limitato all’intesa con il presidente della stessa Giunta ai fini della fissazione del giorno e dell’ora della seduta pubblica”. “In ogni caso il presidente Grasso – conclude il portavoce Alessio Pasquini – ritiene del tutto inqualificabile e gravemente offensivo quanto scritto dal senatore Vito Crimi nei confronti del senatore Berlusconi durante la fase pubblica della seduta della Giunta. Anche tale comportamento verr? sicuramente valutato dagli organi competenti del Senato”. “Non mettiamo in dubbio la terziet? del presidente Grasso, ma si ? assunto una grande responsabilit?”, dice il presidente dei senatori Pdl Renato Schifani sul post offensivo di Crimi, “gli chiederemo le motivazioni che lo hanno portato alla sua scelta. Dopo la palese violazione del riserbo cui era tenuto un membro della Giunta, ci saremmo attesi un intervento pi? immediato e incisivo. Chiederemo che quest’istruttoria venga articolata in tempi brevissimi”. Sul voto in Senato, Schifani dice che sar? segreto. “Il Regolamento ? chiaro, a meno che il presidente Grasso non intenda alterarlo. Ho fatto il presidente del Senato per cinque anni e ricordo come in occasione del voto sul senatore De Gregorio sia stato proprio il senatore Zanda del Pd a ricordare al sottoscritto come il voto dovesse essere segreto. E segreto fu”. “Non ho mancato di stigmatizzare, come il presidente Grasso, il post di Vito Crimi – dice Dario Stefano, presidente della Giunta delle elezioni -, ma c’? stato modo di verificare che era stato scritto prima dell’inizio della seduta pubblica”. “Non era una motivazione sufficiente per sospendere i lavori”. A tornare sulla vicenda in serata ? il senatore del M5S, Vito Crimi. “E’ un attacco ignobile e vergognoso a me, e tramite la mia persona al Movimento 5 Stelle, volto a sollevare una cortina fumogena per cercare l’ultimo disperato appiglio per frenare la rovina politica dell’uomo che ha causato la degenerazione istituzionale del nostro Paese”. “Prendo atto che la Rete – incalza il pentastellato – viene considerata un trastullo inutile, da inibire con leggi bavaglio liberticide, da frenare impedendo lo sviluppo della banda larga, da ridicolizzare come mezzo di diffusione delle informazioni, mentre assurge a totem autorevole quanto e pi? di un quotidiano nazionale quando, per i propri biechi fini, si decide che va usato per demonizzare l’avversario, arrivando anche a minacciare di paralizare le istituzioni per una condivisione su un social network”. “Se dopo la Corte Europea i falchi del Pdl sono costretti ad attaccarsi a Facebook – conclude il senatore del M5S – ebbene si pu? dire che la parabola politica di Berlusconi possa dirsi definitivamente conclusa”. “La Giunta per le elezioni del Senato ha deciso. Il condannato per frode fiscale Silvio Berlusconi deve decadere da senatore. Ora la palla passa al Senato che voter? sulla decisione della Giunta”. Il Movimento 5 Stelle “chiede il voto palese”. “Per evitare il voto segreto in Aula – si legge in una nota dei 5S – basta che il Pd e le altre forze politiche appoggino la proposta di modifica del regolamento depositata dal Movimento 5 Stelle”. “Auspico ora che l’Assemblea del Senato – dichiara il senatore del Pdl Altero Matteoli -, quando sar? chiamata a votare, ribalti il parere espresso a maggioranza dalla Giunta, per evitare che si concretizzi un vulnus insanabile sul piano costituzionale e quindi su quello della democrazia”. “La decisione della Giunta per le elezioni del Senato non ? una bella pagina per la democrazia italiana” afferma il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. “Mi auguro che ora l’Aula del Senato abbia un sussulto di garantismo e di affermazione dell’autonomia del potere legislativo e confermi al presidente Berlusconi la rappresentanza di dieci milioni di cittadini italiani che l’hanno votato”. “Offesa alla democrazia e al diritto – dice Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera -. Tanto pi? grave perch? perseguita con rancorosa pervicacia dal Partito democratico, nostro alleato nella maggioranza di governo”. “Solo il senso di responsabilit? e la testimonianza di Silvio Berlusconi, che ha anteposto a tutto il bene comune, ci convince ad andare avanti nel nostro lavoro di rappresentanti degli italiani in una istituzione che sta tradendo se stessa. Diciamolo: si ? rifiutata la strada del diritto e del buon senso”, osserva. “Quanto deciso oggi dalla Giunta del Senato, e soprattutto il metodo usato, in violazione di tutte le regole di terziet? – afferma Maria Stella Gelmini del Pdl -, segna in modo indelebile una stagione in cui l’uso politico della giustizia ha raggiunto il punto pi? basso ed evidenzia in maniera plastica l’affermarsi dentro il nostro maggiore alleato di governo dell’anima giustizialista che cerca di ridurre al silenzio Silvio Berlusconi e con lui milioni di elettori. La costituzione secondo questa sinistra vale per tutti eccetto che per il nemico Berlusconi”. “Il voto della storia Giunta – dice la senatrice Pdl, Alessandra Mussolini – ? un’aberrazione politica e umana, di fronte alla quale si deve reagire decisamente e con ogni mezzo”. “Dopo tanto clamore ansiogeno – dichiara il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio – speriamo che lo sbocco naturale dei lavori della Giunta venga accolto con sobriet?. Almeno nel rispetto della concomitanza di queste giornate dolorose segnate da ben pi? tragici eventi”.

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