Il pianto dei soccorritori: ”Morti ovunque”

ultimo aggiornamento: 03 ottobre, ore 18:21Palermo – (Adnkronos/Ign) – Un pescatore racconta come ha soccorso i primi naufraghi: ”Non potr? mai dimenticare quello che ho visto”. L’hangar dell’aeroporto trasformato in cimitero

condividi questa notizia su Facebook <
/P>Palermo, 3 ott. (Adnkronos/Ign) – “Ci sono morti ovunque. E’ terribile”. Non riesce a trattenere il pianto uno dei soccorritori a bordo di un peschereccio impegnato nel recupero delle vittime del naufragio al largo di Lampedusa. “Stavamo tornando in porto con il peschereccio quando abbiamo notato un barcone che stava per affondare – racconta Francesco Colapinto, giovane pescatore lampedusano di 23 anni – Cos? ci siamo subito avvicinati. Non potr? mai dimenticare quello che ho visto con i miei occhi. C’erano cadaveri ovunque”. Colapinto ? stato tra i primi ad avvistare questa mattina, intorno alle 7, l’imbarcazione con a bordo i migranti. Francesco era sul peschereccio con gli zii Domenico e Raffaele Colapinto. “Abbiamo immediatamente chiesto l’intervento della Capitaneria di porto – racconta ancora Francesco sconvolto e con la voce tremante – abbiamo aiutato a salire a bordo 18 profughi, e, purtroppo, abbiamo anche recuperato due cadaveri. Erano due giovani donne, forse gemelle perch? erano uguali, identiche. Galleggiavano in acqua con gli occhi sbarrati”. Francesco Colapinto non ? l’unico ad avere soccorso i profughi. Ci sono decine di barche di pescatori che stanno aiutando la Capitaneria nei soccorsi. “Non avrei mai immaginato di vedere quello che ho visto stamattina – dice ancora il giovane pescatore – Che strazio vedere quei corpi in mare”. L’hangar dell’aeroporto di Lampedusa, che fino a ieri ospitava l’elicottero della Guardia di Finanza e del 118, si ? trasformato in una stanza del dolore, un vero e proprio cimitero con 93 corpi, sistemati in sacchi scuri, l’uno accanto all’altro. Chi entra nell’hangar esce con gli occhi lucidi e lo sguardo smarrito. Un ufficiale della Guardia di Finanza spiega, con la voce tremante: “In tutti questi anni ho visto tanti morti, tra cui molti naufraghi, ma quello che ho visto oggi ? orrore puro. Soprattutto vedere tutti quei corpi di donne, molte giovani, e quei quattro bambini, lascia il segno”. I sacchi, blu e verdi, sono stati sistemati a elle alla fine dell’hangar. I quattro bambini sistemati in sacchi per adulti sono i primi ad aprire la catena dell’orrore. Tra loro c’? anche un bambino di appena 3 mesi, come spiega il direttore sanitario del Poliambulatorio Pietro Bartolo che ha effettuato l’ispezione cadaverica sui 93 corpi. In un primo momento si pensava che i morti fossero 94, ma poi su una donna ? stato eseguito il massaggio cardiaco e il cuore della giovane ha ripreso a battere. “Provo una sensazione di dolore e rabbia – dice un lampedusano appena esce dall’hangar – ho avuto un groppo alla gola”.

View the original article here<
/P>

Lascia un commento