La crisi impone il fai-da-te, 85% degli italiani ripara gli elettrodomestici rotti

Met? si affida ai tecnici, l’altra met? si arrangia con parenti e amici ultimo aggiornamento: 05 ottobre, ore 11:27In caso di rottura in pochi si affrettano a comprarne uno nuovo, mentre la maggioranza punta ad aggiustarlo

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/P>Roma, 5 ott. – (Adnkronos) – Tra le mura domestiche, complice la crisi, torna il fai-da-te anche per gli elettrodomestici: cos?, in caso di rottura, oggi solo il 13% degli italiani si affretta a comprarne uno nuovo mentre l’85% punta ad aggiustarlo. E’ uno dei risultati dell’indagine curata da Swg per Cna che analizza i cambiamenti indotti dalla crisi economica a partire dal 2008 nelle scelte dei consumatori italiani. Per quanto riguarda gli elettrodomestici, appunti, emerge il taglio degli acquisti sostitutivi, che si compiono solo se indispensabili, in favore delle riparazioni, per le quali – comunque nella maggioranza dei casi si preferisce ricorrere al fai-da-te, allargato alle presunte capacit? di parenti e amici, pi? che in passato. Infatti, solo il 43% degli interpellati si affida a un tecnico per riparare il prodotto guasti, mentre il 42% sceglie la strada del fai-da-te, equamente divisi tra quanti si arrangiano da soli e quanti si affidano ad amici e parenti. Rispetto a cinque anni fa, prima dello scoppio della crisi economica, il 64% degli interpellati ha sostenuto di ricorrere alla riparazione piuttosto che alla sostituzione. Del resto, il 61% dei coinvolti nell’indagine Cna ha spiegato di essere rimasto molto o abbastanza soddisfatto dalla riparazione di elettrodomestici realizzata da tecnici specializzati. Ma, con la crisi, si cerca di risparmiare quanto pi? ? possibile. La crescita della disoccupazione, inoltre, stimola la tendenza ad arrangiarsi degli italiani. Rispetto al 2008, il 25% degli interpellati ha assicurato che ricorre al fai-da-te pi? di prima contro un 10% che invece vi ricorre meno spesso di prima e un 43% rimasto sugli stessi livelli precedenti. Quanto alla spesa che gli interpellati hanno ammesso di voler sostenere per le riparazioni, in cinque anni ? diminuita per il 25% degli interpellati e aumentata per il 12%, rimanendo inalterata per il 55%. Sul fronte delle altre riparazioni domestiche, elettrodomestici esclusi, la situazione di fondo non cambia. Dal 2008 a oggi la quota di persone che ha fatto ricorso agli idraulici segna un 21% di gente che si ? rivolta meno frequentemente a questa categoria di artigiani contro un 18% che ci ? andato di pi? (e un 56% stabile). Per gli elettricisti il minor ricorso batte il maggiore 27 a 15 (stabile il 52%); per i serramentisti 34 a 11 (stabile il 45%) e per gli artigiani impegnati in altre attivit? relative alla casa 32 a 12, con stabile il 46%. In complesso, per quanto riguarda le piccole riparazioni da effettuare in casa, il 51% degli interpellati nell’indagine di Swg per Cna cerca di arrangiarsi da solo ogni volta lo ritiene possibile. Anche in questo caso, per?, si tratta di un atteggiamento che affonda le sue radici nella crisi, non nella competenza dei tecnici: il 68% degli interpellati assicura di essere rimasto molto o abbastanza soddisfatto dei tecnici specializzati.

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