La prima soccorritrice dei naufraghi: ”Svegliata da grida disperate”

ultimo aggiornamento: 03 ottobre, ore 22:26Lampedusa – (Adnkronos) – La storia di Grazia Migliosini, che su una barca ha salvato 47 migranti

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/P>Lampedusa, 3 ott. (Adnkronos) – “E chi potr? mai dimenticare quelle grida? Quanti bambini, quante donne, che galleggiavano morti nell’acqua. Che strazio”. Grazia Migliosini, commerciante cinquantenne di Catania che vive d’estate a Lampedusa, ? la prima soccorritrice del naufragio avvenuto questa mattina a pochi metri dall’Isola dei Conigli. Era sulla barca di Vito Fiorini, un imprenditore del luogo, il compagno, il figli e altri amici. “Ieri sera, come facciamo quando ci sono serate con il mare calmo – racconta Migliosini – abbiamo deciso di dormire alla Tabaccara, in rada. Ma questa mattina, mi sono svegliata di soprassalto intorno alle 5.30-5.45. Sentivo delle grida, anche Vito Fiorini, ma gli altri ci dicevano che ci sbagliavamo e che erano i gabbiani. Invece, poi siamo saliti sul ponte e abbiamo visto una scena raccapricciante. Decine di corpi che galleggiavano in mare, altri che chiedevano aiuto”. Grazia Migliosini deve fermarsi perch? ? troppo emozionata per parlare. Si siede, poi riprende il filo del discorso. “Ci siamo subito avvicinati e abbiamo iniziato a tirare su decine di profughi che chiedevano aiuti”. Solo la loro barca ha salvato la vita a 47 persone, 46 uomini e una donna. “Tutti chiedevano aiuto, ma come potevamo fare salire tutti? Avremmo rischiato di affondare”. Cos?, l’equipaggio ha subito lanciato l’Sos alla Capitaneria di porto e a tutti i pescherecci in zona. “In poco meno di un’ora sono arrivate almeno una decina di imbarcazioni – racconta emozionata – motoscafi, pescherecci, tutti volevamo aiutare questi poveri cristi”. Erano tanti i profughi in mare che chiedevano di aiutare i bambini che non sapevano nuotare. “Erano grida di disperazione – racconta Grazia Migliosini – ma era buio, non si vedeva nulla. Un nostro amico sommozzatore, Marcello Nizza, si ? buttato in mare diverse volte”. Nel naufragio moltissimi profughi hanno perso i vestiti che indossavano. “Si vergognavano – racconta ancora Grazia Migliosini – cos? li abbiamo coperti con quello che avevamo in barca. Ma li rassicuravamo dicendo loro che non dovevano preoccuparsi. Poi mi sono tolta una sciarpa che avevo al collo e l’ho data a un ragazzo che era rimasto nudo per coprirsi. Mi ha ringraziato e mi ha chiamato “My sister””. “Queste tragedie non dovrebbero avvenire – dice ancora la commerciante – Io non avrei mai immaginato di trovarmi in una situazione del genere”. Grazia Migliosini ha ancora dei lividi sulle braccia. “S?, perch? nel tirare su i profughi, che erano pesanti sono caduta diverse volte – racconta sorridendo – ma in quel momento contava solo salvare pi? vite umane. E noi ci siamo riusciti. Ma piango per tutte quelle persone rimaste sotto, nel barcone finito nel fondale. Che tragedia, che terribile tragedia”. Grazia Migliosini racconta ancora i momenti del naufragio. “Abbiamo sentito anche un forte odore di gasolio, infatti molti dei naufraghi scivolavano alla presa perch? ricoperti di gasolio”. La soccorritrice ha le lacrime agli occhi quando ricorda i momenti tragici di questa mattina. “Mi viene una grande rabbia se penso che queste persone sono morte a pochi metri dalla costa – dice ancora – potevano essere salvati. All’inizio eravamo arrabbiati perch? la Capitaneria tardava a venire, ma poi abbiamo capito che la Guardia costiera era reduce da uno sbarco di oltre 400 persone nella notte. Posso solo dire che sono sotto choc e che non dimenticher? mai quello che ho visto”. Intanto, a Lampedusa si fa sera. Grazia Migliosini ? nel suo negozio. “Tra poche settimane chiuderemo e torneremo a Catania – racconta ancora – ma porteremo nel cuore un ricordo indelebile. Quelle grida strazianti sono stati terrificanti. Non potr? mai dimenticare”. Anche Vito Fiorini ? ancora emozionato e ricorda con grande tremore quello che ? accaduto questa mattina all’alba. “Una terribile tragedia – racconta – noi abbiamo fatto quello che abbiamo potuto. Ma non deve pi? accadere. Mai pi?”.

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