Ministro Orlando lancia Programma nazionale per la prevenzione dei rifiuti

Entro un anno tutte le Regioni sono tenute a integrare la loro pianificazione territoriale con le indicazioni contenute nel programma nazionale ultimo aggiornamento: 10 ottobre, ore 15:53Meno imballaggi, meno spreco di alimenti, meno rifiuti elettronici da far finire nelle discariche gi? troppo ingolfate

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/P>Roma, 10 ott. (Adnkronos)- Anche l’Italia si dota del suo primo Programma nazionale per la prevenzione dei rifiuti. Un piano che anticipa di 2 mesi la scadenza comunitaria prevista dalla Direttiva europea e mira ad un deciso cambio di passo nella governance nazionale e locale del settore. Il Programma, infatti, definisce il percorso per passare dalle continue emergenze ad una riduzione a monte del problema: diminuire la quantit? di immondizia prodotta. Quindi meno imballaggi, meno spreco di alimenti, meno rifiuti elettronici da far finire nelle discariche gi? troppo ingolfate. A lanciare il Programma ? stato il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, oggi nella sede del suo dicastero, a Roma. Il Programma fissa tre obiettivi di prevenzione al 2020 rispetto ai valori registrati nel 2012: riduzione del 5% della produzione di rifiuti urbani per unit? di Pil, la riduzione del 10% di produzione di rifiuti speciali pericoli per unit? di Pil e la riduzione del 5% della produzione di rifiuti speciali non pericolosi per unit? di Pil. “L’Italia deve ridurre la quantit? dei rifiuti prodotti” e questo piano “affronta al vertice il problema”, scorporandolo dalla “gestione delle emergenze” e introducendo “una logica nuova e di prospettiva” ha spiegato Orlando sottolineando che il programma nazionale ? stato “ampiamente condiviso con tutti gli stakeholders” e che “entro un anno le Regoni sono tenute ad adeguarsi agli obiettivi”. La novit? cardine del Programma di prevenzione ? che gli obiettivi da raggiungere sono dissociati dalla crescita economica. “In tempo di crisi -ha spiegato Orlando- la produzione di rifiuti ? sensibilmente diminuita, ora noi vogliamo che cresca il prodotto interno lordo del Paese ma non vogliamo che aumenti pi? in proporzione la produzione di rifiuti in Italia”. Cos?, in base agli obiettivi del Programma, ad esempio, se il Pil crescer? dell’1% la crescita di produzione dell’immondizia nelle citt? dovr? essere al massimo dello 0,95%, pari cio? al 5% in meno di unit? di Pil. Il cambio di passo, la nuova visione che il Programma nazionale di prevenzione lanciato oggi da Orlando, con un decreto direttoriale del 7 ottobre scorso, vuole incardinare in Italia mira a mettere in atto tutte quelle misure necessarie perch? una sostanza, un materiale o un prodotto non diventi un rifiuto o lo diventi il meno possibile. Le misure quindi spingono verso il riuso e l’estensione del ciclo di vita di un oggetto, mirano a ridurre l’impatto negativo dei rifiuti prodotti sull’ambiente e la salute umana, hanno l’obiettivo di abbassare il contenuto di sostanze pericolose nei materiali e nei prodotti. “Entro un anno tutte le Regioni sono tenute a integrare la loro pianificazione territoriale con le indicazioni contenute nel programma nazionale, anche quelle a Statuto speciale e la gestione delle emergenze locali, come in Campania o in Sicilia, ? scissa da questo programma che guarda in avanti, a tagliare a monte il problema dei rifiuti” ha sottolineato Orlando. Perch? il piano di prevenzione possa avere successo, nel Programma sono state inserite “misure generali come la produzione sostenibile, il Green public procurement, il riutilizzo, l’informazione e sensibilizzazione di imprese e cittadini anche attraverso la scuola, gli strumenti economici e fiscali e di regolamentazione, nonch? la promozione della ricerca per una governance pi? innovativa” ha detto Orlando. A sostenere il programma nazionale di prevenzione per i rifiuti sar? attivo anche un portale per dare tutte le informazioni necessarie sulle azioni da intraprendere attraverso la creazione di una banca dati di buone pratiche. Occhi puntai in particolare sullo spreco di cibo, “che -ha detto il ministro dell’Ambiente- ha in s? anche un valore etico”, e sul riutilizzo dei prodotti. “Sul riutilizzo – ha spiegato Orlando – il ministero sta elaborando decreti attuativi che definiscano le modalit? operative per la costituzione e il sostegno di centri e reti accreditati di riparazione-riutilizzo di prodotti e rifiuti prodotti che possono essere sottoposti a riutilizzo”. “E’ stata istituita presso il ministero -ha quindi annunciato Orlando – una task force che lavora alla definizione dei prossimi strumenti economici con cui dovr? essere organizzata la gestione dei rifiuti urbani”. “L’obiettivo – ha proseguito – ? quello di definire la cornice della nuova tassa sui rifiuti prevista nella service tax e consentire l’applicazione di tariffe puntuali che i comuni potranno scegliere in sostituzione della tassa, ispirate al principio comunitario ‘ chi inquina paga’”. In altre parole, ha sottolineato Orlando, “si potrebbe arrivare a una rimodulazione della Tares”. E nel Programma di prevenzione un “ruolo importante lo avr? il ministero dell’Istruzione e della Ricerca”. “Il Miur -ha aggiunto il ministro- va chiamato in causa sia sul fronte della ricerca e dell’innovazione che sul fronte della formazione: la scuola ha dato importanti frutti riguardo la differenziata, dobbiamo continuare sul quel piano, sull’educazione contro lo spreco alimentare o il riuso dei prodotti”. Insomma il piano “non ? solo una serie di indicazioni di massima ma c’? un percorso che impegna amministrazioni, aziende e famiglie a seguire una strada attraverso la quale ? possibile, per la prima volta nel nostro Paese, porre il tema di come ridurre la produzione dei rifiuti” ha ribadito Orlando. Il ministro, infine, ha sottolineato che il programma ? stato realizzato “con una forte condivisione da parte di associazioni ambientaliste, associazioni di categoria e cittadini” e l’obiettivo ? anche realizzare un “diverso tipo di sviluppo economico”.

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