Non dire cappa

FOTO: 1/21 Fabrizio Cris?, Responsabile Elica Design Center. Alle sue spalle la pi? iconica delle sue creazioni: la cappa Feel. Fabrizio Cris?, Responsabile Elica Design Center. Alle sue spalle la pi? iconica delle sue creazioni: la cappa Feel.<
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e mentre siete ai fornelli alzate per un attimo gli occhi, vi troverete faccia a faccia con uno degli elettrodomestici pi? indispensabili e al contempo pi? trascurati della cucina: la cappa. Anonima o vecchio stile, ingombrante o a incasso, potrebbe essere la regina del focolare domestico e invece viene data per scontata nella maggior parte delle case.<
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Gi? 50 anni fa Ermanno Casoli, il fondatore dell’azienda che ha fatto della cappa un fiorente business internazionale – Elica – non era affatto d’accordo con questa idea penalizzante. A quei tempi girava l’Italia, spingendosi anche oltre i confini, con il suo innovativo prototipo per l’aspirazione contenuto all’interno di una valigetta 24 ore. Un modello, divenuto leggendario, che ha inaugurato un lungo cammino di innovazione e design, giunto fino ai giorni nostri. Con circa 18 milioni di pezzi prodotti tra cappe e motori, il Gruppo copre al 31 dicembre 2011 il 17% della richiesta internazionale per questo elettrodomestico.<
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Ricerca, sperimentazione e creativit? sono i capisaldi di un modo di progettare unico al mondo che fa di Elica un’eccellenza produttiva e un luogo atipico dove lavorare – non a caso da due anni ? prima nella classifica del Great Place to Work Italy.
Abbiamo chiesto al designer Fabrizio Cris?, colui che come Responsabile Design Center meglio incarna la filosofia dell’azienda, di raccontarci il mondo inaspettato che si nasconde dietro le porte di Elica.<
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Com’? stato il tuo incontro con la cappa?
“7 anni fa, quando sono arrivato a Fabriano, lavoravo anche 20 ore al giorno per esplorare questo mondo di cui sapevo poco e niente. Adesso conosco le cappe nel minimo dettaglio eppure non smetto di appassionarmi. Il nostro approccio in continuo divenire ci porta a cambiare praticamente tutto ogni due anni e a sperimentare sempre nuove strade.”<
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Dove trovi l’ispirazione per escogitare soluzioni cos? diverse l’una dall’altra?
“La mia vita ? molto condizionata da questo prodotto. Traggo ispirazione da ci? che mi circonda: dalla quotidianit?, dai viaggi, dai cambiamenti del modo di vivere delle persone. Un po’ da tutto insomma, tranne che dai nostri concorrenti”.<
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Come si sta evolvendo la cucina?
“Negli ultimi anni sono cambiati tantissimo sia il modo di utilizzarla che il modo di abitarla. Ricordo che quando ero piccolo in casa avevamo il cosiddetto ‘cucinino’ dove mia madre si chiudeva a preparare il pasto, mentre famiglia e ospiti restavano all’oscuro di tutto. Poi, quando apriva la porta, i fumi e gli odori che si sprigionavano nell’aria ci facevano capire che finalmente era pronto. Si cucinava tantissimo ma i fornelli non si vedevano. Oggi, al contrario, questa stanza ? diventata un elemento da vivere e da mostrare, strettamente collegato con il living.” <
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Quindi la cappa non si nasconde pi??
“Se prima era relegata nel cucinino come elemento prettamente funzionale, adesso ? diventata un componente estetico e ha preso sempre pi? spazio sulla parete. Per? attenzione: non bisogna mai dimenticare che fuori da una cucina, la cappa non ha senso di esistere. Non ? una lampada, non ? una sedia, non ? un complemento d’arredo. Questo ? un fattore da tenere sempre in considerazione per evitare di esagerare.”<
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A cosa ti sei ispirato per disegnare una tra le tue cappe pi? iconiche, la Feel?
“L’idea era di creare un prodotto privo di libretto di istruzioni. Immaginavo un bambino che, trovandosi di fronte a quest’oggetto, riuscisse a capirne il funzionamento semplicemente toccando i grandi tasti colorati. Il periodo era quello del passaggio dalla tecnologia manifestata – dei display con centomila funzioni per intendersi – al bisogno di semplificazione. Dentro Feel o Skin (la cappa che ha vinto il Red Dot Award) la tecnologia c’? eccome, lo diamo per assodato, ma non ne complica l’utilizzo.” <
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E per quanto riguarda le funzioni, cosa pu? e potr? fare una cappa oltre ad aspirare?
“Stando al centro della cucina, la cappa potrebbe in futuro assumere un ruolo pi? importante. Potrebbe diventare ad esempio il pannello di comando della domotica di casa, anche se ritengo sia una visione un po’ illusoria, vista la difficile integrazione della tecnologia multimarca. Altri sviluppi potrebbero essere nel campo della purificazione, del filtraggio e pi? in generale del controllo dell’aria all’interno delle pareti domestiche. La cappa potrebbe rilevare temperatura, odori e cos? via, e attivare o disattivare di conseguenza i vari apparati, eventualmente integrati nella cappa stessa. Questo soprattutto per creare un modello intelligente che possa adattarsi alle varie esigenze e alle varie circostanze.”<
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Che aria si respira in azienda?
In Elica c’? sempre una grande volont? di fare cose nuove. Si corre molto perch? dobbiamo provvedere a una richiesta internazionale multibrand che prevede tipologie di aspirazione completamente diverse l’una dall’altra. Velocit? e creativit? sono dunque ugualmente importanti. Tuttavia riesco sempre a mettere da parte delle buone idee, come in una sorta di Serendipity, in attesa che un giorno possano andare bene per qualche progetto. <
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Come hai vissuto l’esperienza Aspiranti Aspiratori a cura della Fondazione Ermanno Casoli?
I progetti come quello di Sissi sono molto ultili per fermarsi a riflettere. Quando si corre molto, si rischia di perdere per strada qualche pezzo, mentre per far funzionare bene le cose – in una cappa, come nella vita – nessun pezzo va dimenticato.

www.elica.it
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/P>di Laura Ghisellini

05 dicembre 2012atcasa<
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