Stop ai biocarburanti che causano land grabbing o aumenti degli alimenti

Il Csa si terr? a Roma dal 7 all’11 ottobre ultimo aggiornamento: 04 ottobre, ore 17:42Lo chiede Oxfam alla vigilia della 40esima riunione annuale del Comitato sulla Sicurezza Alimentare

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/P>Roma, 4 ott. – (Adnkronos) – Stop alle politiche sui biocarburanti che causano land grabbing, cio? l’accaparramento di terre ai danni delle comunit? locali, e l’aumento dei prezzi alimentari per i piccoli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo. Lo chiede Oxfam alla vigilia della 40esima riunione annuale del Comitato sulla Sicurezza Alimentare (Csa), che si terr? a Roma dal 7 all’11 ottobre, in un appello ai governi perch? antepongano il diritto al cibo agli interessi commerciali di breve termine. Il Csa ? il primo forum dell’Onu a discutere la questione dei biocarburanti con l’obiettivo di concordare un’azione collettiva per garantire che le politiche e gli investimenti sui biocarburanti non causino land grabbing o aumenti dei prezzi alimentari. Il Csa ? l’organismo in cui i governi, la societ? civile, le istituzioni internazionali e il settore privato possono formalmente negoziare e coordinare misure per garantire a tutti la sicurezza alimentare. Nel corso della riunione ministeriale della Fao, che si terr? durante il Csa, i governi potranno farsi promotori dell’impegno di eliminare gradualmente gli incentivi ai biocarburanti che hanno un impatto negativo sulla sicurezza alimentare. ”La situazione ? molto chiara: Europa e Stati Uniti in particolare hanno contribuito ad innescare una corsa globale ai biocarburanti che ha provocato fenomeni di land grabbing, e provocato l’aumento dei prezzi alimentari, mentre le grandi aziende accumulano profitti”, dichiara Luca Chinotti, Food and agricolture advisor di Oxfam. Si calcola che entro il 2020 le politiche sui biocarburanti dell’Unione europea da sole potrebbero spingere al rialzo i prezzi dell’olio vegetale fino al 36% in pi?, quelli del mais fino al 22% e fino al 21% quelli dello zucchero. Basti pensare che i prodotti della terra utilizzati dall’Europa per produrre biocarburanti nel solo 2008 avrebbero potuto sfamare 127 milioni di persone, riducendo la fame nel mondo di quasi il 15%. ”I governi devono decidere se dare priorit? al settore dei biocarburanti o se ascoltare la societ? civile, le organizzazioni internazionali come Fao, Ifad, Pam e Banca Mondiale, oltre che le aziende alimentari che chiedono un radicale cambiamento nell’ambito delle politiche sui biocarburanti – continua Chinotti – I governi dovrebbero accettare di eliminare tutti i mandati, le tariffe e i sussidi per i biocarburanti che hanno un impatto negativo sulla sicurezza alimentare, generando volatilit? dei prezzi e land grabbing”. Oxfam chiede inoltre ai governi di rendere esecutive, con specifiche scadenze, le Linee guida volontarie sulla Terra, adottate a maggio 2012, al termine di un processo di negoziazione che ha coinvolto anche la societ? civile, le organizzazioni internazionali e il settore privato. Se attuate, le Linee guida assicurerebbero ai piccoli produttori di cibo l’accesso e il controllo su terra e risorse naturali. Il Csa pu? inoltre favorire gli investimenti in agricoltura a vantaggio dei piccoli agricoltori e per uno sviluppo dei principi di investimento agricolo responsabile. Oxfam chiede ancora agli stati membri di riconoscere il ruolo chiave dei piccoli agricoltori, come principali investitori nel settore, e impegnarsi a rimuovere le difficolt? croniche in cui si trovano i piccoli agricoltori, adottando strategie paese che favoriscano lo sviluppo dell’agricoltura di piccola scala.

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