Wild card alla Grecia, polemiche e dubbi sui soldi

In un Paese schiacciato dalla crisi in molti si chiedono chi abbia stanziato i finanziamenti per il Mondiale. E le risposte non sono così chiare

/PP12/02/14 – Ottenuta una wild card per il Mondiale di basket che si disputerà in Spagna dal 30 agosto al 14 settembre prossimi, la Grecia del basket inizia a subire le pressioni dell’opinione pubblica per spiegare esattamente da dove siano arrivati i finanziamenti che le hanno permesso di richiedere la wild card alla FIBA. E le risposte tardano ad arrivare.

/PPAlla vigilia dell’assegnazione degli ultimi quattro posti del Mondiale, andati a Grecia, Turchia, Brasile e Finlandia, Giorgos Vasilakopoulos, presidente della Federbasket greca, aveva sostenuto che i soldi per chiedere la wild card non arrivassero dal finanziamento statale, ma da uno sponsor che tutti avevano individuato in Eurobank, uno degli istituti di credito più importanti del Paese ellenico.

/PPOra, invece, qualche dubbio inizia a trapelare negli ambienti della pallacanestro greca, tanto che alcuni club, capeggiati dai campioni d’Europa dell’Olympiacos, hanno avanzato una richiesta formale di conoscere il donatore, rimasto finora sconosciuto. Panagiotis e Giorgos Angelopoulos, presidenti della squadra del Pireo, hanno indirizzato una lettera ufficiale a Vasilakopoulos, chiedendogli la provenienza degli 830.000 euro che sono serviti a garantire alla Grecia un posto al campionato del mondo spagnolo.

/PP”Prendendo spunto dagli articoli di stampa in relazione al finanziatore ignoto degli 830.000 euro per ottenere la famosa wild card, siete pregati di renderci nota la fonte di provenienza del denaro, affinché ci si possa liberare delle ombre che aleggiano oggi su basket greco e sulla Nazionale – il testo di una lettera indirizzata dai proprietari dell’Olympiacos a Vasilakopoulos, oggi pubblicata sui quotidiani ellenici -. Sappiate che in base a questi articoli e anche ad altre vostre dichiarazioni sull’argomento sorgono enormi interrogativi a noi e all’opinione pubblica, dal momento che, da quanto emerge, i soldi non provengono dalla Stato, né dalla sponsorizzazione della banca (Eurobank, ndr), il cui contributo è minimo.

/PPSolo pochi giorni fa, inoltre, avevate dichiarato pubblicamente riguardo alla procedura della FIBA per il rilascio della Wild Card: ‘Se qualcuno fa una grande donazione, noi non possiamo fare qualcosa di analogo, sia per motivi economico che per motivi di ordine morale‘ (parole del 17 dicembre 2013 a Creta, ndr). Che cosa è cambiato esattamente da allora? Forse l’importo della sovvenzione è stato ottenuto dopo le sue dichiarazioni del 17 dicembre? Vogliamo credere che la trasparenza e la credibilità siano tra i principi della Federazione greca e che pertanto arriveranno i necessari chiarimenti, esattamente come lei stesso si era impegnato pubblicamente a fare”.

/PPVasilakopoulos invita gli organi preposti a fare i dovuti controlli per fugare ogni dubbio, ma il fatto che un club importante come l’Olympiacos Pireo si sia mosso desta sicuramente qualche perplessità sul comportamento del presidente della Federbasket. Sullo sfondo, le presunte simpatie che il presidente della Federazione ha per il Panathinaikos, cosa ampiamente risaputa negli ambienti greci della palla a spicchi.

/PPQuesto il testo della recente intervista rilasciata da Vasilakopoulos al quotidiano ?a ??a: “Per la wild card, credo che tutti abbiano fatto la stessa offerta. Anche i nostri amici italiani hanno partecipato regolarmente all’assegnazione, poi quando hanno capito che non avevano chances si sono ritirati per l’onore delle armi e per motivi di propaganda interna. Bisogna lasciare da parte il populismo: la Grecia doveva essere e sarà presente ai campionati del mondo (…). I soldi donati derivano da nostri sponsor e non da fondi pubblici. Le porte della Federazione greca sono aperte e chiunque lo desideri può controllare le procedure. (…) Le aziende che ci hanno dato i soldi lo hanno fatto per garantire la presenza della squadra nazionale in grandi eventi internazionali, nei quali loro stessi hanno interesse a partecipare. Lo sponsor non è una chiesa né un istituto di beneficenza: fa il suo proprio programma e i propri calcoli. Per certi versi si tratta di una transazione”.

/PPQuella che si sta vivendo in questi giorni, dunque, sembra la prima puntata di una polemica che sembra destinata a durare nel tempo. Anche perché le condizioni economiche in cui versa la Grecia e la sua popolazione sono risapute da tempo. Verificare che la Federazione greca non abbia compiuto illeciti è d’obbligo, far notare che abbia compiuto un passo più lungo della gamba, invece, è un dovere morale, soprattutto laddove altri Paesi si sono ritirati dalla corsa alla wild card invocando rigore, crisi ed etica.

/PPBLink: Grecia basket/B
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